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Mediterraneo frontiera di pace?

by CCB Europe

in vista degli incontri dei vescovi e dei sindaci delle città del Mediterraneo che si incontreranno a Firenze dal 23 al 27 febbraio abbiamo condiviso la necessità di far sentire la voce di chi si interroga sulle cause delle migrazioni e sull’accoglienza troppo spesso negata: il Mediterraneo è davvero una frontiera di pace?

Lettera ai Vescovi e ai Sindaci delle città del Mediterraneo

Mediterraneo frontiera di pace?

Spettabili Vescovi, Sindaci delle città del Mediterraneo, Sindaco Nardella: a fine febbraio avrà luogo a Firenze il vostro SIGNIFICATIVO incontro, che riprende l’idea dei Colloqui mediterranei di Giorgio La Pira. Era quella l’occasione per rilanciare da Firenze, “città sul monte”, delle vere e concrete politiche di pace.

Guardiamo dunque con ansia e speranza a questo incontro, che vorremmo non si riducesse a una semplice passerella di autorità. Sulla scorta del grido di indignazione lanciato anche da papa Francesco, vi chiediamo di uscire da questi incontri di febbraio con una netta presa di posizione e con una dichiarazione congiunta, chiara e ferma, di ripudio di quelle condotte e scelte politiche italiane ed europee che rifiutiamo fermamente, e che violano sistematicamente la Costituzione Italiana e tutte le Convenzioni internazionali sul diritto dei rifugiati.

Come vi ponete di fronte allo scandaloso accordo Italia-Libia, che costituisce un criminoso finanziamento della sedicente guardia costiera libica, al solo scopo di intercettare i migranti in mare e di riportarli indietro esponendoli a stupri, violenze, morte, nei lager menzionati anche dal papa? Abbiamo speso circa 100.000 € a migrante, in questi ultimi dieci anni, per farli affogare. Questo è un prezzo di sangue. Come grondano sangue i miliardi dati a pioggia al dittatore Erdogan, il cui compito è di creare una barriera insormontabile ai confini orientali d’Europa. Al tempo stesso, in questi anni le organizzazioni che operano nel Mediterraneo per salvare le vite dei migranti naufraghi sono state criminalizzate e osteggiate. Voi intendete sostenere il loro operato?

In un mondo sempre più globalizzato, merci e denaro viaggiano indisturbati da una frontiera all’altra, mentre le persone non possono farlo. I migranti fuggono da guerre, persecuzioni e sfruttamento generati dal nostro stesso Occidente, che salvaguarda i propri enormi profitti col traffico di armi e col saccheggio di risorse preziose come il petrolio, l’oro, il Coltan. Come possiamo dunque pensare di fare distinzioni fra “migranti economici” e “migranti politici”?

Non ritenete che sia giunto il momento di una nuova legge sull’immigrazione, e di una legge sullo ius soli che riconosca la cittadinanza italiana a chi è nato in Italia o vi risiede da un certo numero di anni? L’identità e il riconoscimento sociale sono le cose alle quali più ambiscono i nostri fratelli migranti: la mancanza o la presenza di un foglio di carta che ne attesti l’esistenza spesso segna il confine fra l’essere e il non essere, potersi guadagnare il pane o dover cadere in mano ai caporali o agli sfruttatori.

A questo proposito, voi Sindaci potreste fare molto:

  • pronunciarvi chiaramente sul diritto all’iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo;
  • sostenere concretamente le esperienze di accoglienza diffusa, solidarietà e inclusione come quelle di don Biancalani a Vicofaro, di Domenico Lucano a Riace, di Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi di Linea d’ombra a Trieste che sono andati alla sbarra per aver fasciato i piedi dolenti dei migranti arrivati dal feroce Game della “Rotta balcanica”. L’Articolo 10 della Costituzione Italiana e il Vangelo di Matteo (25, 34-36) parlano con voce molto chiara a questo proposito;
  • investire in spazi abitativi e promuovere soluzioni formative che possano rendere i migranti protagonisti attivi e produttivi nella nostra società e non schiavi del terzo millennio;
  • calmierare gli affitti e assegnare i molti alloggi vuoti; inaccettabili sono le baraccopoli ancora in piedi in molti luoghi, un regalo alle mafie, contro cui le ruspe, ‘stranamente’, non sono state usate;
  • contrastare decisamente il lavoro nero, il precariato e il caporalato di cui gli stranieri sono maggiormente
  • vittime;
  • fare infine degli incontri di Firenze l’occasione di lancio di una “Rete delle città accoglienti”.

Noi, associazioni, movimenti e realtà di base, vi chiediamo un concreto pronunciamento sui punti che vi abbiamo sottoposto. Vi esprimiamo altresì la nostra totale disponibilità a collaborare pienamente per qualsiasi proposta operativa ci giunga da voi, per costruire insieme quella rete accogliente della quale le comunità e l’Europa tutta hanno bisogno perché il Mediterraneo, da quel silenzioso cimitero d’Europa quale oggi è, si trasformi davvero in un Mediterraneo di pace.

Al popolo di Firenze chiederemo, nei giorni dei vostri incontri, un gesto concreto che esprima il desiderio di pace e di dialogo: tornare ad esporre alle finestre bandiere della pace e lanterne verdi.

Firenze, 9 febbraio 2022

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Se intendete dare la vostra adesione vi invitiamo a sottoscrivere l’iniziativa utilizzando questa modalità:

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La lista dei promotori e dei sottoscrittori è visibile all’indirizzo

https://docs.google.com/document/d/1WMF7QAVcI7Njz7x8RaNRqNj5iycVyKLp5xxn5rwKmEI/edit

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